Archiviato in: Annunciaziò, Mirtillerie, Vita da cassintegrata | Tag: Annunciazione, blog, caffè, cassa integrazione, ciao, mirtilla, Mirtillerie, Mondo, musica, poesia, Vita da cassintegrata, world
Mirtilla.
Mirtilla come il frutto…però al femminile.
E’ una donna di 32 anni un pò sospesa tra un passato che a volte vorrebbe cambiare,
un presente da vivere più intensamente e un futuro da costruire nel migliore dei modi.
E’ lunatica, meteropatica e a volte isterica.
Non è facile starle accanto.
Ha un codice di accesso che conoscono in pochi, ma quei pochi sono fortunati perchè li ricambia
con affetto e generosità.
Le piace ridere e con la stessa intensità le piace piangere.
Adora addormentarsi sul divano mentre la tv la guarda sonnecchiare.
Le piace tutto ciò che è salato, persino i dolci devono esserlo per piacerle, si, lo so è strano,
ma è fatta così.
Ha un amico, un certo Dean detto “il chitarrista triste” con il quale divide e condivide giornate e segreti.
Mirtilla è la depositaria dei suoi segreti e non solo.
Mirtilla, oltre Dean, non ha molti altri Amici perchè è molto selettiva.
Mirtilla è stata tradita diverse volte, tant’è che a volte pensa a come si sentirebbe se fosse dall’altra parte.
Ci pensa un attimo…non bene sicuramente.
Mirtilla adora la pioggia anche se l’acqua non è il suo elemento naturale. Le piace quando piove di pomeriggio.
Il rumore delle gocce sui vetri ha un potere zen.
Le piace bere il caffè. Nero. Forte. Anche se molto spesso non la fa dormire.
Attualmente, Mirtilla, non lavora è in cassa integrazione. Come molti. Ma non se ne fa un problema.
Quel lavoro non le è mai piaciuto. Arida. La stava inaridendo, lei che per vivere ha bisogno che tutto
sia poesia intorno a lei. Ma con la poesia non si mangia.
Adesso è qui che scrive due righe di presentazione per questa finestra sul mondo che, quelli che capiscono,
chiamano blog.
Ciao Mondo.
Mirtilla
2 Commenti finora
Lascia un commento
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>
Come sempre mi sono svegliato presto,
ho pizzicato le note della mia chitarra,
è questo il mio buongiorno, anche se una di queste però suona stonata.
E’ un risveglio da chitarrista triste e un pò malinconico, ma questa immagine decadente non mi consola neanche un pò, e mentre guardo la pioggia che cade fuori dalla finestra mi auguro che anche questa giornata scorra veloce, che già mi sento stanco.
Vorrei che per una volta l’accordo suonasse armonico con tutte le corde intonate: E non sento un profumo sulle labbra, non sento da tanto tempo il suo odore che mi impregna le dita. Sento solo la sua voce, e inseguo con gli occhi un messaggio sul telefono, sempre uguale, sempre freddo … ma il mio corpo ancora oggi la reclama. Guardo la finestra mentre percorro in lughezza e con un dito, il sottile acciaio della corda ribelle sulla tastiera di legno. “Forse sarà un pò di ruggine” penso, o qualche deposito di sudore che ossidandola non la fa suonare bene.
Commento di dean Marzo 28, 2008 @ 12:25 pmHo freddo, la schiena scoperta, ma sento il suo respiro sulla pelle. Apro gli occhi, lei è li che dorme beata coi suoi capelli che ad ogni piccolo movimento carezzano il mio petto.
Che bella che sei quando dormi, vorrei potessi vederti come io ti vedo in questo momento ranicchiata verso di me, mentre a tratti sorridi, chissà se sogni in questo momento. Ti entrerei in testa per leggere nel tuo neurone le immagini che ti fanno sorridere.
Mi muovo per alzarmi: Il mio primo pensiero sei tu, e studio il modo di rendere delicato il tuo risveglio. Ti bacio un seno e vado in cucina, mi sento elegante col tuo profumo addosso accompagna i miei movimenti.
Metto il caffè, riscaldo il pane, la marmellata, il burro e intanto spremo due arance. Getto lo sguardo di là dalla porta che ci separa. Sei ancora immersa nei tuoi sogni. Mi fermo a guardarti, sembri un angelo. La tua pelle scura contrasta col candore delle lenzuola.
L’aroma del caffè mi ricorda che sono sveglio. Ma manca qualcosa … cerco il cd nella tua borsa, la sera prima lo hai riposto li dentro. Scendo in giardino, sono ancora in pigiama, il sole mi riscalda gli occhi, raccolgo in basso alcuni fiori di camomilla. Ora è perfetto …
Il caffè è pronto: faccio appena in tempo a metter su “no panic” di Allevi, ma tu dormi ancora. Poso il vassoio sul letto, passo un dito nella marmellata e poi stendo un velo di pesca sulle tue labbra, sembri una bambina adesso, sei così indifesa. “Buongiorno amore!” … un bacio delicato e sei sveglia. “Ehi! … forza si fa tardi” …
La sveglia suona, allungo la mano, vorrei fermare questo suono … non ci riesco … ma cos’è? O cavolo … era solo un sogno!
Commento di dean Marzo 31, 2008 @ 9:36 am