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E’ da circa dieci giorni che sono nella condizione di “cassintegrata“. Poi cosa voglia dire ancora non l’ho ben capito.
E’ strano come ti comunicano che non hanno più bisogno dei tuoi “servigi” lavorativi.
All’improvviso e alla fine della giornata.
Così, non posso salutare nessuno, non posso portare via nulla (che poi cosa ci sarebbe da portar via? Computer? No, grazie ce l’ho già. Dati e informazioni segrete? Manco avessi lavorato per la CIA!!!).
Il distacco, comunque, è veloce e indolore.
Raccolgo le mie 4 carabattole e cianfrusaglie che negli anni ho accumulato sulla scrivania. Foto, biglietti, regalini vari. Appiccicati, tutt’intorno alle pareti della mia celletta blu nell’open space che condividevo con altre 8 persone.
I colleghi-amici, ricevuta la ferale notizia, mi guardano allibiti mentre, con un sorriso forzato, raccolgo le mie cose. E’ quasi una scena da film.
Qualcuno va via prima con i lucciconi e quasi quasi scappa una lacrima anche a me, ma sono più forte, qualcuno ti abbraccia forte e non riesce a staccarsi da te (la mia giovanissima collega per cui ero un punto di riferimento), a qualcuno non gli fà nè caldo e nè freddo e continua a lavorare.
Prima di uscire dalla porta carica di ricordi e carabattole…”Dai ragazzi è tutto ok” dico poco convinta “Sono in cassa integrazione, magari tra un pò mi richiamano”.
Ma non ci crede nessuno nemmeno io.
Chiudo la porta e passando davanti l’ufficio del capo che non ha avuto le PALLE per comunicarmelo di persona, rido, e mi viene in mente una scena dal “Diario di Bridget Jones” quando Briget dice:
“…Se restare qui significa trovarmi a 10 metri da te, francamente preferirei andare a pulire il culo a Saddam Hussein…”
E cammino cantando…
R-E-S-P-E-C-T
Find out what it means to me
R-E-S-P-E-C-T
Take care, TCB
Mirtilla
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Mirtilla.
Mirtilla come il frutto…però al femminile.
E’ una donna di 32 anni un pò sospesa tra un passato che a volte vorrebbe cambiare,
un presente da vivere più intensamente e un futuro da costruire nel migliore dei modi.
E’ lunatica, meteropatica e a volte isterica.
Non è facile starle accanto.
Ha un codice di accesso che conoscono in pochi, ma quei pochi sono fortunati perchè li ricambia
con affetto e generosità.
Le piace ridere e con la stessa intensità le piace piangere.
Adora addormentarsi sul divano mentre la tv la guarda sonnecchiare.
Le piace tutto ciò che è salato, persino i dolci devono esserlo per piacerle, si, lo so è strano,
ma è fatta così.
Ha un amico, un certo Dean detto “il chitarrista triste” con il quale divide e condivide giornate e segreti.
Mirtilla è la depositaria dei suoi segreti e non solo.
Mirtilla, oltre Dean, non ha molti altri Amici perchè è molto selettiva.
Mirtilla è stata tradita diverse volte, tant’è che a volte pensa a come si sentirebbe se fosse dall’altra parte.
Ci pensa un attimo…non bene sicuramente.
Mirtilla adora la pioggia anche se l’acqua non è il suo elemento naturale. Le piace quando piove di pomeriggio.
Il rumore delle gocce sui vetri ha un potere zen.
Le piace bere il caffè. Nero. Forte. Anche se molto spesso non la fa dormire.
Attualmente, Mirtilla, non lavora è in cassa integrazione. Come molti. Ma non se ne fa un problema.
Quel lavoro non le è mai piaciuto. Arida. La stava inaridendo, lei che per vivere ha bisogno che tutto
sia poesia intorno a lei. Ma con la poesia non si mangia.
Adesso è qui che scrive due righe di presentazione per questa finestra sul mondo che, quelli che capiscono,
chiamano blog.
Ciao Mondo.
Mirtilla